L’INCOGNITA

di CARLO GOLDONI
con Manuela Muffatto, Federica Mulas
Eleonora Ruzza, Marika Tesser
Antonella Zaggia, Francesca Zava

spettacolo ideato e costruito
da Piermario Vescovo e Antonella Zaggia

produzione Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona
Centro Teatrale da Ponte

 

 

La formula di produzione, già sperimentata con successo in precedenti realizzazioni tra cui Titus Andronicus e Racconto d’inverno di William Shakespeare, unisce teatro di persona e teatro di figura con un cast interamente al femminile.
Il rapporto di Goldoni col romanzo a lui contemporaneo, soprattutto quello inglese di Richardson e di Fielding e quello francese di Marivaux, è un tema messo in luce e molto indagato in questi ultimi anni,
soprattutto da parte di studiosi giovani che contribuiscono a sfatare numerosi luoghi comuni sul commediografo.
Come indica, involontariamente, il titolo, L’incognita è una commedia praticamente sconosciuta, che appartiene alla stagione delle “sedici commedie nuove” (1750-51), e rappresenta il culmine del procedimento romanzesco in Goldoni, nel periodo della concorrenza con l’abate Pietro Chiari, che metteva allora in scena, peraltro “a puntate”, proprio i romanzi di Marivaux e Fielding.
L’azione procede rapida come un’ideale piano-sequenza continuato: si passa dalla strada (di giorno e di notte) agli interni. Le stanze si succedono velocemente, mostrandosi in diversa prospettiva e per tutta la commedia i personaggi vanno e vengono dall’uno all’altro spazio. Ventiquattro ore – da un’alba a un tramonto – sono stipate di accadimenti fino all’inverosimile.
La storia appare tanto falsa, rocambolesca, densa di fatti e situazioni, che sembra più adatta a fantocci che ad esseri umani. Però, come sappiamo, in realtà la menzogna è romantica e la verità romanzesca: ovvero solo ciò che sembra più fasullo contiene una traccia profonda di verità.