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16 ottobre ore 21.00 / Piccolo Teatro di Giulietta

“SVEVO”

di e con Mauro Covacich

a cura di Franco Però

produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

 

In una scenografia che richiama un’aula scolastica gli spettatori saranno allievi di un docente molto speciale, Mauro Covacich che terrà una lezione raffinata su Italo Svevo. Personaggio monumentale, tardivamente riconosciuto e clamorosamente antesignano, Svevo richiede al lettore particolare sensibilità. Non basta concentrarsi sulle sue pagine, bisogna partire da lontano, conoscere la Trieste dalle molte anime in cui Svevo è radicato. È necessario analizzare “La coscienza di Zeno” nel sistema della coeva letteratura europea e superarne le letture di cliché. Mauro Covacich saprà offrire le chiavi per addentrarsi in questo universo. Triestino di nascita, lo scrittore pur seguendo la propria luminosa carriera nazionale e internazionale, conosce bene la fertile complessità che Aaron Hector Schmitz ha incastonato, come in un rebus, nel suo nom de plume: Italo Svevo.

«Passava a prenderci col suo autobus. Era riuscito a farsi dare il turno del mattino. Salivamo e lui era lì, bello nella sua divisa, che guidava. Mia sorella alle elementari, io alle medie. Scuola Italo Svevo. In via Italo Svevo. Cosa sapeva mio padre di Italo Svevo? Poco, credo. Non ho fatto in tempo a chiederglielo. Ma anche di me non sa niente. Non sa cosa sono diventato. E neanch’io so cos’è diventato lui. Eppure mi capita spesso di vederlo, che mi controlla col suo sguardo beffardo, se le sparo troppo grosse, se sono troppo complicato. Ci parliamo, anche. Ora ad esempio potrebbe dire: Vara che no xe una seduta spiritica, xe una lezion. Okay, papà».