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giovedì 20 gennaio ore 18.00 / Teatro Nuovo

Ifigenia: generazione sacrificio

Monica Centanni, docente di Lingua e letteratura greca presso IUAV – Venezia e Università di Catania, parla di Euripide e dello spettacolo con le registe Silvia Masotti e Camilla Zorzi.
Proiezione del video dedicato all’allestimento dello spettacolo prodotto da Estate Teatrale Veronese e Teatro Stabile di Verona in collaborazione con Spazio Teatro Giovani.

Ingresso libero

Dal 13 gennaio al 10 febbraio quattro appuntamenti a ingresso libero nel Piccolo Teatro di Giulietta del Nuovo dedicati rispettivamente a Molière, a Ifigenia

di Euripide, a due personaggi femminili goldoniani e ai rapporti tra Dante e la Bibbia. Un’ora prima degli incontri, tutti di giovedì, visita guidata del teatro a soli € 5,00.

Un celebre detto culinario trasteverino sul giovedì, per il Teatro Stabile di Verona è da sempre parafrasabile in “giovedì incontri”. Da decenni nei giovedì d’inverno gli attori degli spettacoli in cartellone incontrano infatti il pubblico. Per mantenere questa tradizione nell’attesa della seconda tranche del Grande Teatro che presto il Comune annuncerà e di quella di Divertiamoci a teatro, il Teatro Stabile di Verona propone quattro speciali incontri a ingresso libero nel Piccolo Teatro di Giulietta dal titolo Conversazioni da Giulietta. Tutti di giovedì, alle ore 18.00. Con la possibilità, ogni volta, di una visita guidata del Nuovo a soli € 5,00 alle ore 17.00. Condurrà le visite, preludi agli incontri, l’attore Alberto Pavoni.

Il primo incontro, giovedì 13 gennaio, sarà dedicato a Molière nel quattrocentesimo della nascita avvenuta il 13 o il 14 gennaio 1622. Ne parlerà Piermario Vescovo, direttore artistico del Teatro Stabile di Verona e docente di Storia del teatro presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’incontro ricalcherà l’intervento dello stesso Vescovo alla Sorbona di Parigi lo scorso 6 gennaio: Molière et les comédiens italiens. Un intervento atteso e importante nell’ambito del convegno internazionale Retours sur Molière che si è svolto dal 6 al 9 gennaio nella capitale francese, organizzato, tra gli altri, dalla Sorbona e dalla Comédie Française. Nel comitato scientifico di Retours sur Molière che annovera i maggiori studiosi di Molière a livello mondiale, l’unico italiano è Piermario Vescovo. Un motivo di orgoglio per il Teatro Stabile di Verona e per l’università veneziana dove Vescovo insegna. Nell’incontro del 13 gennaio, Vescovo ribadirà il punto saliente dell’intervento alla Sorbona: ovvero che la grande influenza che il teatro italiano ha avuto su Molière va oltre la Commedia dell’arte. Intanto l’“italianità” di questa influenza passa anche attraverso i testi. Molière non vide soltanto gli spettacoli degli attori italiani. Lesse e praticò la drammaturgia italiana. Va poi chiarito il significato di un termine che si trova nel nome della compagnia di Molière: illustre théâtre. Non è da intendersi come “famoso”. È da considerarsi un italianismo, ovvero “nobile”. A sancire un’elevatezza che in certi casi un po’ infastidì i francesi. Da rivedere poi i rapporti tra Molière e la maschera Scaramuccia-Scaramouche che l’attore italiano Tiberio Fiorilli portò in Francia. Molière frequentò Fiorilli? O lo vide solo in scena? Al di là della celebre figurina del libello Élomire hypocondre (Élomire anagramma di Molière) che mostra Molière con in mano uno specchio per verificare se sta imitando bene il maestro Scaramouche, entrambi diedero un contributo fondamentale all’evoluzione del teatro. Dal rossore dell’attrice “amorosa” al pallore dell’uomo cornuto, sempre più veniva dato spazio al personaggio e all’attore a discapito della maschera e dei suoi cliché. Nel corso dell’incontro sarà proposto il video Molière e gli attori italiani, nella storia e nell’immaginazione che mostrerà spezzoni della serie televisiva Scaramouche (1965) con Domenico Modugno (Scaramouche) e Gianrico Tedeschi (Molière), alcuni momenti di Mistero buffo di Dario Fo (in particolare Molière che prende lezioni da Scapino-Scaramouche), e una toccante, inedita testimonianza di un anziano Giorgio Albertazzi che invidia Molière per essere morto in scena.
Il secondo incontro, quello di giovedì 20 gennaio, Ifigenia: generazione sacrificio, avrà per protagoniste Monica Centanni (docente di Lingua e letteratura greca presso lo IUAV – Venezia e l’Università di Catania) e le registe Silvia Masotti e Camilla Zorzi. Parleranno dell’Ifigenia di Euripide andata in scena la scorsa estate al Teatro Romano. Giovedì 3 febbraio Marzia Pieri, docente di Storia del teatro presso l’Università di Siena, parlerà con i curatori di due pubblicazioni goldoniane da poco in libreria: La locandiera, a cura di Piermario Vescovo (Milano, Feltrinelli, 2021) e La donna vendicativa, a cura di Giulia Tellini (Venezia, Marsilio, 2021). Giovedì 10 febbraio infine Dante e la Bibbia: un film di persone e burattini. Marco Campedelli (burattinaio e teologo) e Raffaella Baldacci (insegnante e formatrice) presenteranno il mediometraggio da loro realizzato con Nicola Pasqualicchio e Francesca Cecconi dell’Università di Verona.

Prenotazioni per le visite guidate: segreteria@teatrostabileverona.it  / info@infoverona.it

 

In ottemperanza ai protocolli previsti per il teatro, per l’accesso agli incontri e per la visita guidata è necessario il super green pass che sarà controllato all’ingresso. All’interno del teatro dovrà essere indossata la mascherina FFP2 per tutta la permanenza. L’impianto di aerazione (riscaldamento e raffrescamento) è stato dotato di sistemi di sanificazione che sfruttano l’azione combinata di lampade germicide ad alta efficienza (UVC) e di pacchi filtranti in materiale fotocatalitico. Questa sinergia consente di mantenere un elevato grado di salubrità dell’aria e delle superfici rendendo sicura la presenza in sala.