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Teatro Stabile di Verona - Bersagli di vetro
::PRODUZIONI

BERSAGLI DI VETRO
In che modo uscire indenni dalle intemperie del sesso?

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PRODUZIONE TEATRALE OSI 85
DIRETTORE ARTISTICO BARBARA TERRINONI

PIER LUIGI MISASI
presenta
BERSAGLI DI VETRO

di NINI SALERNO

FRANCO OPPINI e NINI SALERNO

REGIA GIOVANNI LOMBARDO RADICE



In che modo uscire indenni dalle intemperie del sesso?

Come entrare in possesso di una bussola salvatrice nella giungla delle schermaglie amorose?

Interrogativi e dubbi di questa portata affollano la mente di Amedeo, cinquantenne divorziato che divide la casa con Giulio, amico del cuore nelle stesse condizioni. Ma mentre Giulio riesce abilmente a rapportarsi con l’altro sesso, collezionando storielle appetitose da abile pirata dei sentimenti Amedeo non riesce ad andare oltre la soglia di buffi corteggiamenti seguiti da immancabili buchi nell’acqua.

“Non so come si fa. Non so come si debba agire per conquistare una donna. Ho cinquant’anni e più passa il tempo e meno capisco l’universo femminile, sono nei guai”.

Questi i pensieri di Amedeo mentre disperatamente chiede all’amico, professionista della seduzione, di fargli da maestro.

Ma Giulio non ci sta, affermando giustamente che certe cose non si possono insegnare.

La disperazione aumenta in Amedeo finché il caso con la complicità di quel granello di follia che sonnecchia in ognuno di noi, non propone una soluzione estrema.

Una sera Giulio arriva a casa con una nuova amica, il tempo di bere un drink nell’attesa di andare al cinema.

Amedeo li accoglie da brava padrona di casa affabile e servizievole, ma lentamente i suoi discorsi cominciano a scivolare nel privato e le sue domande si fanno provocatorie. Un certo imbarazzo comincia a serpeggiare tra Giulio e Silvia, la sua nuova amica, ancora in una fase di approccio. Di fronte ad un’ultima domanda particolarmente imbarazzante, la coppia visibilmente seccata, decide di andarsene. Improvvisamente Amedeo estrae da un cassetto una pistola, chiude a chiave la porta di casa e guarda i due con un sorriso interrogativo che non prelude nulla di buono. I sequestrati ammutoliscono e Amedeo esprime le sue richieste. “Dal momento che io non ci capisco niente, ora voi per aiutarmi a comprendere, mi farete vedere dettagliatamente quello che avreste fatto nel corso della vostra serata. Atteggiamenti, discorsi, sguardi: tutto il repertorio della seduzione ad un primo appuntamento. Solo quando mi sentirò erudito, vi lascerò andare”.

A questo punto inizia la grottesca messa in scena di questa virtuale serata che alterna momenti drammatici a situazioni comiche all’insegna dell’esasperazione.

Piano piano, anche in virtù della stanchezza, l’insolito trio mette a nudo la propria anima facendo esplodere tutte le contraddizioni ed espellendo i veleni che inquinano la problematica della coppia.

Questo viaggio all’interno dei sentimenti dura ventiquattr’ore alla fine delle quali i tre, devastati nel corpo e nello spirito, si accasciano nell’attesa di un finale che per un attimo può far prevedere il peggio. Invece tutto rimane come prima perché l’assunto definitivo quando si parla di massimi sistemi, è sempre il più semplice: In amore c’è chi crede di capire e chi non capisce, ma la verità e che non c’è niente da capire in amore l’unico toccasana è “il vuoto della mente”, perché l’amore non è capire, è sentire.


:: Link Utili

TEATRO STABILE DI VERONA - P.zza Viviani 10 - 37121 Verona - Tel 045 8006100 - Fax 045 8030815 p.iva 03231850235
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