> Teatro Comunale Polivalente
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TEATRO COMUNALE POLIVALENTE - ABANO TERME (PD) |
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L’autrice, ebrea, con implacabile occhio critico, non esita ad indagare le responsabilità morali e dirette del popolo ebraico nella tragedia dell’Olocausto, né ad attribuire a tutto il popolo tedesco pesanti responsabilità durante il Nazismo e ipocriti sensi di colpa durante la ricostruzione post-bellica. Il male estremo, l’abominio criminale contro l’uomo rappresentato dal Nazismo non resta relegato ai soli responsabili organizzatori del massacro, ma appare come una realtà presente in coloro che sono pigri mentalmente, inattivi nella società e politica, e che usano la banalità e mediocrità come alibi morali. Dove non c’è la capacità di pensare, la si trova la “banalità del male”.
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Lo spettacolo affronta in modo ironico, caustico e dissacrante le contraddizioni del nostro tempo. Fotografa, condensa e fagocita quello che ci circonda: i continui messaggi che ci arrivano, il bisogno di catalogare, sistemare, ordinare tutto. Procede per accostamenti, intersezioni, spostamenti di senso. Le scene non iniziano e non finiscono. Vengono continuamente interrotte. Morsicate. Le immagini e le parole nascono e muoiono di continuo. Gli attori non recitano. La musica è sempre presente e detta la logica con cui le cose accadono. Come in un videoclip.
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Pianura emiliana, anni cinquanta. In pieno boom economico c’è un omino che non riesce a far girare gli affari. E’ un piccolo commesso viaggiatore, che rappresenta prodotti che non vendono. Ogni giorno sembra quello giusto per farcela, ma alla sera nelle tasche ci sono solo carte di caramelle, un bottone, biglietti arrotolati… Quando questo omino la sera torna casa, la moglie, il figlio e il cognato gli parlano solo di soldi. Di quanto sarebbe bello averli e spenderli. Soldi che lui non ha. E allora si inventa un modo per farli. Un modo che gli cambierà per sempre la vita…
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Più di 500.000 zingari sono stati uccisi nei campi di sterminio nazisti. Una storia dimenticata e non ancora scritta. Lo spettacolo vuole essere un viaggio nella memoria, alla scoperta di una pagina di storia che inspiegabilmente non trova spazio nei testi scolastici. Un genocidio dimenticato, così come dimenticati sono stati i risarcimenti dovuti agli zingari perseguitati durante il nazismo. Uno spettacolo carico di umanità e di amore per un’etnia, quella Rom e Sinta, che nel corso degli anni più che essere sconosciuta è stata misconosciuta.
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Tre monologhi che si accostano assieme seguendo l’apparente logica di un divertito passaggio temporale. Tre storie scritte in tempi diversi, per occasioni diverse che rivelano un legame reciproco, una serie di punti comuni, una sorte di comune ribaltamento delle convenzioni. Così la parola “Bottegai”, questo dispregiativo, questo termine assolutamente offensivo, diventa, nel designare i tre protagonisti delle storie, una specie di affettuoso epiteto, pieno di malinconica umanità in “Silvana” e in “Rutilio”, e di ingenuo e stupefatto smarrimento in “La porcilaia”. |
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CENTRO CONGRESSI PIETRO D’ABANO - ABANO TERME (PD) |
Tutto il meglio di Cochi e Renato in questo nuovo spettacolo che alterna canzoni demenziali, gag surreali, riflessioni insensate, battute fulminanti per una coppia che non smette di stupire e colpire pubblico e pubblici di ogni tipo. Con loro due, in scena anche gli straordinari Goodfellas – sette musicisti sette – ad accompagnare, ad interpretare canzoni di culto, vecchie e nuove.
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Una messa in scena raffinata per uno spettacolo piacevole, intrigante, divertente e tragico come lo è la vita di tutti i giorni. Laura e Daniele, due estranei. Si incontrano verso le nove di sera in uno degli ascensori dell’edificio in cui entrambi lavorano, diretti ognuno di loro verso un normalissimo fine settimana in famiglia. L’ascensore però si blocca. Chiusi, in quattro metri quadrati per quarantotto ore. L’estrema difficoltà, la paura, la perdita di controllo fanno agire i due protagonisti in modo sconosciuto a loro stessi portandoli a rivelare di sé più di quanto non abbiamo mai fatto in passato con le persone più care.
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Siamo nel delta del Po, un uomo e una barca sulla scena. Era l’epoca della pesca dello storione, e pescare uno storione a quei tempi significava ripianare i debiti di tutto l’anno. Come tutte le mattine, nonostante il freddo e la nebbia, il Faìna parte con la sua barca, assieme al suo secondo per cercare lo storione. Anche Italo e suo padre stanno per montare in barca, ma scoprono che qualcuno gli ha rubato la rete…
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E’ l’autentica storia d’amore tra Bernard Shaw, affermatissimo commediografo americano degli anni ’20 e la bellissima e cagionevole attrice inglese Patrick Campbell. La loro vicenda è tutta nel loro epistolario: il racconto di una vita in biglietti d’amore, in centinaia di lettere che si scrissero, conservarono, si resero, litigarono e che per poco non persero durante la seconda guerra mondiale. Anna Mazzamauro e Corrado Tedeschi si confronteranno e racconteranno questo grande e vero amore del passato, un amore poetico e incompiuto, eterno e ironico, costruito sulle menzogne, le dolcezze e le finzioni della vita.
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Questo nuovo spettacolo ha preso le sue basi da Calvino: da quella sua Euridice, che sotto lo sguardo protettivo e ottuso di un uomo assai potente, si ostina a voler abbandonare la sicurezza di una casa per avventurarsi chissà dove. Si racconta del mettersi in gioco delle donne, del voler sfidare, esplorare, ma nello stesso tempo pretendere rigore, rispetto e coerenza. Un omaggio a tutte coloro che, compatibilmente con il mondo, riescono ad essere estremamente creative ed irresistibilmente simpatiche.
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Le “Lezioni americane” sono cinque conferenze scritte nel 1985 da Italo Calvino che avrebbe dovuto tenere alla Harvard University per le “Charles Eliot Norton Poetry Lectures”, viaggio mai effettuato per la sua scomparsa alcuni mesi prima della partenza per l’America. Alcuni anni dopo, la moglie, Ester Calvino, le fece pubblicare. Il libro di Calvino diventa oggi teatro, in un labirinto di richiami, un continuo dialogo tra letteratura, teatro, video e musica.
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Uno spettacolo nella caratteristica ambientazione settecentesca, arricchita dall’uso sapiente della Commedia dell’Arte. Le vicende di Brighella e Arlecchino, il primo sergente millantatore ed il secondo giovane recluta, si intersecano con quelle di Don Alonso, alfiere spagnolo innamorato di Rosaura, figlia di Pantalone, e Don Garzìa ufficiale libertino e amorale suo rivale in amore…
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15 gennaio 2009
29 gennaio 2009
12 febbraio 2009
13 marzo 2009
28 novembre 2008
9 dicembre 2008
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5 febbraio 2009
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6 marzo 2009
19 marzo 2009