Il grande teatro
di Giuliano Montaldo
di Giuliano Montaldo
Con Carolina Crescentini, Pierfrancesco Favino, Eduard Gabia, Francesco Scianna.
Durata: 1h 34’- Italia 2011 - Drammatico
Proprietario di una fabbrica ad un passo dal fallimento, l’ingegnere quarantenne Nicola Ranieri non può più ottenere prestiti bancari per tamponare la situazione. Se la procedura di una salvifica join venture con una compagnia tedesca è sempre più incerta, per caparbietà e orgoglio rifiuta anche quell’aiuto economico della ricca suocera che potrebbe salvarlo.
Mentre gli operai dimostrano comprensibile preoccupazione per il loro futuro, la moglie Laura appare sempre più distante. L’industriale comincia così a nutrire dubbi sulla fedeltà della consorte e si mette a pedinare ogni sua mossa.
A tre anni da I demoni di San Pietroburgo, ultimo lungometraggio di finzione di una carriera registica cinquantennale, Giuliano Montaldo torna al cinema con un lavoro teso, suggestivo e azzeccato nella sua adesione alla storia contemporanea del Paese.
L’Italia mostrata è, infatti, quella della grande crisi economica degli ultimi anni, terra degli imprenditori travolti dal fallimento e del denaro che brucia. Calato nella notevole fotografia di Arnaldo Catinari - plumbea, fredda, grigissima - questo racconto che conferma l’impegno civile dell’autore è dotato di apprezzabili evoluzioni, di graffianti riavvii e precise notazioni in grado di tenere desta l’attenzione fino all’ambiguo finale. Proprio nei momenti in cui pare afflosciarsi, la sceneggiatura del cineasta e di Andrea Purgatori trova, invece, nuovi sbocchi e inaspettate intonazioni.
L’aspetto economico - pubblico (la vicenda della fabbrica) e quello affettivo - privato (l’allontanamento della moglie) avvalorano insieme il totale fallimento del personaggio ben interpretato da Pierfrancesco Favino, cui sfugge il divario tra l’avventuroso passato del genitore e il suo spietato presente.
Si tratta di una disfatta che coinvolge inoltre la figura paterna, assenza – presenza dietro a molti atteggiamenti di Nicola: nell’operaio più anziano della fabbrica o nell’amico imprenditore che incontra in piscina c’è, nemmeno troppo nascosto, il riverbero di un padre cui non vuole o non può dare delusioni. Il film di Montaldo ha il merito di far riflettere e di intrattenere, nella memorabile cornice di una Torino piovigginosa, livida e quasi priva di colore.
Ingresso intero € 6,50
Mercoledì € 4,00
Tesserati Cineforum € 3,00
| Data | Luogo | Orario |
|---|---|---|
| 02 Maggio 2012 | Cinema Alcione - Verona | ore 17.00 - 19.00 - 21.00 |
| 03 Maggio 2012 | Cinema Alcione - Verona | ore 17.30 - 19.30 - 21.30 |
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